Gruppo Blu

La situazione del mercato

Come è noto, il turismo sta vivendo nel nostro Paese un periodo di crisi dovuto a vari fattori. Al di là della non rosea situazione dell’economia mondiale, alla paura di viaggiare del dopo 11 settembre ed agli effetti conseguenti ad una non facile congiuntura internazionale, l’Italia sta pagando da anni il prezzo di una scarsa attenzione pubblica al fenomeno turistico che ha finito per penalizzarci a vantaggio dei nostri più diretti concorrenti.

Non definire "fenomeno" il turismo sarebbe errato, in quanto i tanto decantati “flussi motivazionali” che deciderebbero le sorti di questa o di quella destinazione turistica non sono, nella realtà, molto attendibili. Di tutte le invenzioni e motivazioni che spingono una destinazione turistica a migliorare la propria posizione nel panorama internazionale, a guardar bene non ve n’è che una : la gente va dove la mandano. Sono gli operatori quindi che decidono dove inviare i propri clienti.

Il turismo è inequivocabilmente un fenomeno di massa, spinto ed indirizzato dai grandi gruppi che gestiscono questo fenomeno a livello mondiale: i GDS, i marchi di qualità, i portali dei centri prenotazione su internet ed i tour operators. Ben poco di questa importante torta appartiene al turista “fai da te”, quello cioè che si costruisce la vacanza per suo conto. La vacanza è diventata ormai da tempo un prodotto “da banco“, fa bella mostra di sè sugli scaffali delle agenzie di viaggi ed ammicca dai cartelloni pubblicitari realizzati dagli uffici del turismo delle molte nazioni che svolgono oggi un’attività di destination marketing (la nostra è agli ultimi posti).

Per capire meglio come è incrementata la concorrenza del nostro Paese basti considerare che la trascorsa edizione della borsa internazionale del turismo di Berlino vedeva la partecipazione di oltre 200 nazioni, tutte nostre concorrenti, che esponevano e promuovevano il loro prodotto turistico, affiancate da agguerriti tour operators e sostenute da consistenti investimenti pubblici di marketing.

In Italia invece, soppresso per referendum il Ministero del Turismo, le Regioni hanno per legge competenza esclusiva in materia di promozione, ma non promuovono in modo unitario il prodotto Italia la cui presenza sui mercati è quindi affidata esclusivamente alla volontà dei soggetti di cui sopra.

La gestione del prodotto

Dei circa 33.000 alberghi esistenti sull’intero territorio nazionale la stragrande maggioranza è a conduzione familiare. Solo un modesto 7% può infatti essere inquadrato in strutture di medio-grande dimensione, una parte delle quali possedute o gestite da gruppi alberghieri nazionali ed internazionali, che sono gli attori privilegiati di una tipologia di offerta organizzata e strutturata con criteri industriali.

Le catene alberghiere, interessate del resto esclusivamente a strutture di medio-grande dimensione, gestiscono il prodotto nel suo ciclo d’insieme, dall’approccio al mercato alla conduzione operativa. Entrambi i processi sono il frutto di una evoluzione che consente a questi soggetti di ottenere il migliore risultato possibile dalla loro attività di management e di marketing.

Le catene alberghiere posseggono quindi il “ know how “. Sanno come si fa, insomma, dall’approccio al mercato alla soluzione di qualsiasi problema relativo alla gestione del prodotto, con conseguenti risultanze ottimali dovute alla propria capacità organizzativa. Un albergo indipendente invece deve operare in un contesto a volte sconosciuto sia per quanto riguarda la propria capacità di collegarsi al mercato che in merito alla possibilità di applicazione delle adeguate tecniche di gestione per ottimizzare il funzionamento della propria struttura. Anche nelle aziende che si sono dotate di un direttore professionista, questi è spesso talmente impegnato nell’attività di gestione ordinaria delle problematiche operative aziendali da non avere tempo di gestire adeguatamente la capacità dell’azienda di essere presente sul mercato o di ottimizzarne il rendimento.

Del resto fare Yield management (la gestione del rendimento) non è alla portata di tutti, e non sempre le nuove leve prodotte dalle università turistiche nazionali sono in grado di gestire le molte variabili che una tale tecnica di approccio gestionale comporta. Spesso ciò accade per un motivo tutt’altro che insignificante : la mancanza di un’adeguata esperienza.

E’ l’esperienza quindi il vero valore aggiunto della capacità di un manager. Da essa deriva la minore propensione a commettere errori, abbinata ad una naturale capacità organizzativa che consente di accelerare i processi di sviluppo dell’attività che ne trae benefici funzionali ed economici.

HOTELS & Co. Consulenze di successo

Questo è il prodotto che mette a disposizione Hotels & Co.: l’esperienza.

La struttura nasce dall’unione di un gruppo di managers con esperienze nei settori della ricettività, del tour operating e del congressuale fino dagli anni “60 con performances realizzate in 3 continenti : Europa, Africa ed Americhe tramite la gestione commerciale di grandi catene internazionali e l’apertura ed avviamento, in Italia ed all’estero, di numerose strutture alberghiere e congressuali di assoluto prestigio.

Avvalersi della collaborazione di HOTELS & Co. consente quindi di entrare nel vivo delle problematiche che rendono la vita difficile agli albergatori d’oggi sempre alle prese con necessità di ogni genere, ma che non desiderano cedere a terzi la gestione della propria attività cercando piuttosto una soluzione ai loro problemi.

HOTELS & Co. può fornire la risposta a tutte le domande che riguardano aspetti commerciali e gestionali, utilizzando uno dei seguenti moduli di contratto che è in grado di proporre:

  1. piani di marketing
  2. studi di fattibilità
  3. consulenza organizzativa per aziende in fase di apertura
  4. contratti di management per la conduzione congiunta dell’attività aziendale

HOTELS & Co. può trovare anche per la vostra azienda la soluzione migliore per consentirvi di realizzare le vostre aspettative.